SIAMO GIOVANI

Sul balcone, con i gomiti appoggiati alla ringhiera, lo guardavo mentre mi parlava di siti web
e partenze, guadagni e scarpe nuove. La pelle segnata dal sale, la voce calma con cui mi indicava l’orizzonte, “guarda quella vela bianca, la scia di un aereo, la Costa Crociera, le onde e i gabbiani.”

Col dito mi indicava la Corsica, con gli occhi puntava al mio cuore.
Gli piaceva cenare con gli amici, versarsi vino sviscerando paradossi, correre la mattina sul molo e aspettarmi sulla riva con due lattine di coca e la pizza calda nel cartone. A gambe incrociate, nell’ora fresca della sera, mentre scattavo foto in controluce ai pescatori, mi prendeva le mani
e me le chiudeva in grembo.

I pensionati sulle panchine fumavano in solitudine, contemplando il tempo senza età dell’amore. 
Siamo giovani, in una stagione che è un’estate perenne, dove alba e tramonto si invertono, notte e giorno si scambiano, testa e cuore lottano. Ma arrivano sempre in parità.