SAN GIMIGNANO, TOSCANA

A San Gimignano si arriva da una bella strada di campagna. Intorno a noi ci sono campi, colline di ulivi, cipressi alti e scuri dalla punta affilata, qualche casa, agriturismi e trattorie. Sopra di noi un cielo di gennaio senza nuvole. Il sole chiaro che acceca, un vento leggero che muove le fronde. La macchina si muove fra curve e piccole salite che portano a una bassa cima circondata da mura. È l’entrata della città.

Credits: Pencil&Moleskine

La porta del piccolo borgo toscano è una grande apertura di pietra. Qui passavano duchi e carrozze, duchesse con le gonne ampie, i cappellini con piume di pavone e corpetti merlettati. Noi, zaino in spalle e macchina fotografica alla mano, percorriamo la via principale guardano meravigliati le piccole botteghe: insegne di ferro battuto e lanterne dalla luce gialla, vetrine decorate, dolci e salumi esposti su banconi di legno, quadri colorati, marmellate in piccoli vasetti, borse fatte a mano, stivaletti di velluto.

Credits: Pencil&Moleskine

Tutto ricorda un villaggio magico, un’atmosfera sospesa fra il sogno e la realtà. Dalla via principale la città si snoda come un albero dai molti rami: le strade sono sentieri stretti a mattoncini color terracotta, circondati da case alte e chiare.
Ogni tanto dai cancelli si intravedono cortili ben curati, piante grasse sui vialetti, edera e piante di rosa sui cornicioni.

Credits: Pencil&Moleskine

Sbucando da uno di questi viottoli, ci troviamo nella piazza del centro. In mezzo, troneggia un pozzo ocra, costruito su scalini della stessa tonalità. Tutto sembra dipinto, le linee nere delle pietre tratteggiate a carboncino. In fondo al pozzo, sulla superficie blu cobalto, galleggiano migliaia di monetine luccicanti. Tutte racchiudono un piccolo pensiero, un sogno forse un segreto. Stringiamo la mano e lanciamo qualche centesimo oltre la grata di ferro battuto: i piccoli dischi di rame toccano l’acqua poi riaffiorano con un dolce sbuffo.