PRONTI A PARTIRE?

 

Sogni felici,
furono le parole che gli uscirono, e fra poco, quando sarà sottocoperta, sdraiato nella sua cabina, gli verranno altre frasi, più spiritose, e soprattutto più insignificanti, come ci si aspetta che siano quelle di un uomo quando si trova da solo con una donna.
Si domandava se fosse già addormentata, o se avesse tentato di abbandonarsi al sonno, e poi immaginò che andava a cercarla e non la trovava in nessun posto, che si erano smarriti tutti e due su un’imbarcazione enorme, il sonno è un abile prestigiatore, modifica le proporzioni delle cose e le loro distanze, separa le persone, ma loro sono insieme, o le riunisce, e quasi non si vedono, la donna dorme a pochi metri e lui non saprebbe come raggiungerla, mentre sarebbe tanto facile andare da babordo a tribordo.
Le aveva augurato sogni felici, ma fu lui che passò tutta la notte a sognare.
 
( José Saramago, Il racconto dell’isola sconosciuta)
 
Quando sono in viaggio, ti penso e non mi stanco mai.
Il ricordo di te è una sensazione che mi fa sentire viva e che ha riempito tanti giorni tristi, ancora prima che fossi mio.
Ti avevo nella mente, prima di averti davvero.
Ti avevo come un’isola sconosciuta, immaginaria.
Chiudevo gli occhi e approdavo sulla riva del mare con te.
Mi rifugiavo nelle parole inventate che mi rivolgevi, nei baci fugaci come pesci, nei discorsi fittizi.
 
Ma tutte le isole, anche quelle conosciute, sono sconosciute finché non vi si sbarca.
Così, quando la mia barca è tornata e ho gettato l’ancora, l’isola che mi è apparsa davanti agli occhi era un’isola tormentata e bellissima. Solo bianca o solo nera, il mare spesso in tempesta, il vento forte del passato che soffiava sulla sabbia.
Insieme abbiamo lottato e insieme l’abbiamo addomesticata.
Abbiamo sfogato la passione, sconfitto i demoni del passato e ci siamo costruiti la nostra piccola capanna. Avevamo tutto quello che ci serviva.
 
Poi, nella foga di ogni giorno, abbiamo addolcito le acque.
Apprezzato le albe d’inverno, ascoltato il rumore dei grilli al tramonto.
Ci siamo svegliati col viso pieno di stelle.
Ed eccoci qui: più forti delle correnti, del passar delle stagioni.
 
E ora? Siamo pronti a partire?
Credo di sì. La barca è pronta, l’orizzonte freme, le vele tremulano nel color biondo del cielo.
Il futuro ci aspetta, mia isola, carico di segni.
A me non serve bussola. Ho i tuoi occhi con me.