I libri che mi hanno salvata

I libri mi hanno salvata molte volte.

Mi hanno salvata dai brutti regali, perché se i tuoi parenti sanno che sei una lettrice andranno sempre sul sicuro.
Mi hanno salvata dalla solitudine, dal pensare, dal pensare troppo.
Mi hanno salvata dalla nostalgia dell’italiano, quando ero all’estero; e delle altre lingue, quando ero in Italia.
Mi hanno salvata dalle notti insonni, dalle domeniche d’inverno, dalle tristezze quotidiane e anche, per fortuna, da quelle più sporadiche.

Mi hanno salvata quando sapevo cosa dire ma mi mancavano le parole.
Mi hanno salvata da dediche sdolcinate, attese agli uffici postali, parrucchieri che per farti due colpi di sole ci mettono il tempo di un’era glaciale.
Mi hanno salvata dal credere che la mia vita facesse schifo (nei libri c’è sempre qualcuno che sta peggio di te) o che fosse meravigliosa (i romanzi rosa ti smontano subito).
Mi hanno salvata dai sogni impossibili (a vivere su un albero ci pensa già il Barone Rampante), dall’illusione di poter cambiare vita da un giorno all’altro;
mi hanno insegnato che, a volte, per cambiarla basta voltare pagina.

Mi hanno salvata dalle conversazioni banali, un libro in comune resta ancora molto più interessante di un amico in comune su Facebook.

Mi hanno salvata dal credere nelle storie impossibili.
Mi hanno insegnato che, se vuoi, puoi direttamente viverle.
Mi hanno salvato dal non saper dire di no: se un libro non ti piace, chiudilo e non finirlo.
Poi applica la stessa regola alle persone.

Mi hanno salvata dal non credere più nel genere maschile e dall’idea che fosse popolato solo da stronzi senza cuore. Nei libri qualcuno di buono c’è sempre e la speranza è l’ultima a morire.
Mi hanno salvata dal credere che l’amore si trovasse nell’accontentarsi: non è vero, oltre alla fortuna (giro l’angolo e mi scontro con la mia metà), servono forza di volontà e due palle così.
E nei libri c’è chi scala le montagne, in nome dell’amore.

Mi hanno salvata dall’abitudine e dal non poter viaggiare nel tempo.
Mi hanno salvata dall’aridità esistenziale: fin quando ci sarà anche un solo libro da leggere, non ci sarà spazio per il silenzio della vita.

Ma, soprattutto, i libri mi salvano ogni giorno.
Dal nervoso per gli innumerevoli ritardi dei treni.
Dalla disperazione alla banchina quando invece di essere in ritardo, il treno lo cancellano proprio.

Annuncio ritardo il treno suburbano delle ore 19:14 per Lecco via Carnate partirà dal binario 15 con un ritardo previsto di 35 minuti. Ci scusiamo per il disagio.

Tranquilli, nessun disagio, sto leggendo.