LA NOSTRA STORIA

C’è rimasto un giorno di marzo, con le nuvole a settentrione, per calpestare le foglie e sussurrarci le regole dei giorni felici.

Poi le foglie non cadranno più e verranno i giorni tristi.
Ma per ora stiamo insieme. Tu stai davanti, io ti seguo.
Mi racconti le tue storie passate, il terreno bruciato dal gioco, le scale di corsa, i soldi buttati.
Mi racconti a quanto è brutto perdersi, bello ritrovarsi, meraviglioso trovarsi in due.
Nei quartieri di periferia, le pozzanghere tengono il passo ai tuoi sorrisi flebili.
Cala la sera e noi sediamo al baretto del centro e tu appoggi la schiena alla sedia, con quel tuo fare solito:
mangiando patatine, fumando sigarette.

“Lo prendi uno spritz?” ma mentre beviamo, nessuno parla.

Siamo rimasti così per molto tempo, guardando il ghiaccio sciogliersi nel bicchiere e l’arancia farsi molle.
Poi c’è stato un tuono lontano e la gente è corsa a ripararsi sotto i portici; noi però siamo rimasti fermi.

Ci siamo detti “andiamo” ma nessuno dei due l’ha fatto ancora.