F di felicità

Le cupole sono accese mentre camminiamo per le strade.

I marciapiedi brillano e sono lucidi sotto le nostre scarpe.
Passeggiamo e passeggiamo ancora
come spinti dalle maree.

La luna è lassù in un angolo, sottile come un’unghia.

Siamo noi, liberi da tutto con gli occhi che hanno fame.
Fame di Firenze.

E tutto è aria fresca, parole calispera, gesti delle mani,
teste contro teste.

È un giorno bello. Il bello dei bambini.
Bello di natura. Bello da vedere.

 firenze poesia

Eccoci.

Noi che siamo giovani,
con dentro un mondo intero che vogliamo dare al mondo.

Quanta vita! Quanta luce
quando stiamo insieme all’ombra di un caffé.

È stata una festa, un’abbuffata di dolci e discorsi,
visioni e credenze, risate, fierezza,
F di felicità.

Così, di ritorno a Milano, col treno delle 20:00,
il ricordo mi cade sulle mani come piuma di pavone.

E variopinta e morbida mi allevia le ferite.

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