D’AUTUNNO

Siamo qui. E passeggiamo insieme mentre il fiume scorre lento, lento come le parole. Le anatre sbattono le ali, i pesci salgono in superficie per cercare pezzi di pane e intorno l’autunno si posa. Si posa sui tetti delle cascine, i capotti di feltro e il berretto impermeabile del pescatore.

Le ninfee sono ormai chiuse e le felci rimangono impagliate nel fango come fili pieni di colla. L’autunno giunge lento e segue i nostri passi tingendo di rosso le foglie e gialle le venature, gli steli marroni e le nuvole grigie. Il cielo è un tetto di foschia e noi passeggiamo insieme, mentre il fiume ancora scorre lento. Ripensiamo alle nostre stagioni, alla primavera e ai gelati, rosa fragola e cioccolato, e a quel giro in centro e poi al centro commerciale, e quando abbiamo scelto le collane coi denti di squalo e mi hai comprato un acchiappasogni perché facevo gli incubi e io gli incubi li odio. Ripensiamo alla gita a Montevecchia, di quel marzo che sembrava aprile: abbiamo lasciato i giubbotti in macchina e siamo saliti fino in cima alla collina dove c’è quella casa di mattoni e nel giardino due ciliegi, un pozzo e mille rondini che forse partivano o forse chissà… E poi ricordi?

Quel tavolo di legno per l’aperitivo, il piatto pieno di formaggi e miele dolce, la tavola a quadretti e i salumi arrotolati sui grissini. Alle cinque, c’era già la luna con la sua faccia bianca e i due occhi e aspettava le stelle. Ma ecco maggio e i mercatini in piazza, il viaggio a Firenze, il ritardo dei treni e poi giugno con la notte in campeggio e i pini marittimi e la ciclabile della Liguria e le corse al parco e il cinema all’aperto. E quel luglio caldo, sulla riviera romagnola, le piadine al chiosco e la spiaggia chiara e noi a leggere sul telo giallo con gli elefanti. Agosto con l’estate tanto attesa e i tuffi dalla roccia, le maschere appannate e la terrazza vista mare, settembre e i gran ritorni, le abitudini riprese, la palestra, le cene con la pizza nei cartoni, la notte medievale, i primi piatti di polenta. E di nuovo siamo qui a camminare sulla strada dei ricordi e a guardare il treno del futuro che ci aspetta alla stazione. Siamo fermi alla banchina e saliamo su una carrozza verniciata di colori vintage, coi sedili a fiorellini e finestrini di vetro colorato. Le mani strette appoggiate sulle gambe, gli indici tesi verso i binari a indicare quello che verrà.

 
Credits: Pencil&Moleskine